giovedì 14 giugno 2012

Il gazpacho di mia madre - El gazpacho de mi madre












L'altra notte non riuscivo a prendere sonno, avevo caldo e forse per questo mi è venuto in mente il gazpacho. Ho pensato che era tanto che non preparavo un buon gazpacho.
Mia madre non lo cucinava mai perché diceva:
- il gazpacho è troppo freddo e inoltre ci sono i peperoni, quindi non fa bene alla salute.
Né lei né mio padre potevano soffrire i peperoni e le spezie piccanti o esotiche, per questo la nostra cucina catalana era semplice, austera e un po' insipida.
Il mio primo vero gazpacho l'ho gustato a Siviglia dove ero andata con U. nell'estate del 1978 . Era uno dei primi viaggi che facevamo insieme. Le giornate erano talmente calde che questo cibo freddo, servito in una coppetta circondata da pezzettini di verdure e pane tostato, è stato per me una benedizione del cielo.
In Toscana, dove mi ero trasferita dopo poco, ho provato a rifare il gazpacho, ma non mi veniva buono come quello sivigliano. Ho chiamato mia madre e lei dopo pochi giorni mi ha inviato un libro di cucina spagnola, che ancora conservo e consulto quando dimentico qualche ricetta.
Questo piatto mi ha fatto passare delle belle serate con gli amici: 
 Ecco la ricetta del gazpacho di mia madre:
800g di pomodori maturi
un cetriolo piccolo
mezzo peperone verde (va bene anche rosso)
uno spicchio d'aglio
una cipolla non troppo grande (meglio bianca)
2 fette  di pane raffermo
due cucchiai di aceto
un bicchierino e mezzo di olio d'oliva
un litro d'acqua (molto meno se lo volete più denso)
sale ( si può aggiungere anche un po' di pepe nero)
Si prendono tutti i i pomodori (tranne che uno, che si conserva per la fine) e si fanno scottare in acqua bollente. Gli si leva la buccia e si fanno a pezzettini. Si taglia il peperone, il cetriolo e la cipolla.
Si bagna il pane con aceto, olio e acqua. Con il frullatore si passano le verdure, il pane e l'aglio aggiungendo un po' d'acqua.
Si aggiunge  lentamente più olio e acqua mescolando bene, se necessario. Volendo si può passare il tutto con un colino per farlo diventare più fine.
Si mette in frigo fino a quando sarà servito.
Si serve i piccole ciotole o in tazze e si accompagna con pane tostato tagliato a quadratini, pezzettini di pomodoro, cetriolo, peperone, cipolla, uova soda, ecc.


El gazpacho de mi madre
Anoche no conseguìa dormir, tena calor y no sé porque pensé que hacía tiempo que no habìa hecho un buen gazpacho.
Mi madre no lo preparaba nunca porque decía:
- el gazpacho es demasiado frio y además hay pimientos, por lo tanto no es bueno para la salud.
Ni ella ni mi padre soportaban los pimientos y las especias picantes o exóicas, por eso los platos de la cocina catalana de mi infancia eran sencillos, austeros y un poco sosos.
Saboré mi verdadero primer gazpacho en Sevilla, donde fui con U. durante el vereano de 1978. Era uno de lo primeros  viajes que haciamos juntos.
Los días eran tan calurosos que esa sopa fría, servida en una tacita y aliñada con trocitos de pan tostado y otras verduras era para mí una bendición del cielo.
En Toscana, donde me trasladé  en aquel entonces, intenté preparar el gazpacho, pero no me salía tan bueno como el sevillano.
Llamé a mi madre y al cabo de pocos días me enviò un libro de cocina española, que aún guardo y consulto cuando olvido alguna receta.
Gracias a ese plato he pasado buenas veladas con los amigos.
Aquí tenéis la receta de mi madre:
800g de tomates
un pepino pequeño
medio pimiento verde (o rojo)
un diente de ajo
una cebolla mediana (mejor blanca)
2  rebanadas. de pan algo duro
2 cucharadas de vinagre
uno  vasito y medio de aceite
1 litro de agua (o menos  si lo queréis más denso)
sal (se puede agregar un poco de pimienta)
Reservar un tomate para la guarnición; los otros se escaldan unos momentos en agua hirviendo, se pelan y se trocean grandes. El pimiento se limpia y se trocea, también el pepino pelado y media cebolla.
Remojar el pan en un poco de agua, vinagre, aceite y añadir un poco de sal Con la batidora, se trituran todas las verduras, el pan y el ajo pelado, con un poco de agua.
Agregar despacio un poco de  aceite, removiendo bien y agua si es necesario.
Si se desea que el gazpacho quede muy fino, puede pasarse por un colador, pero generalmente no hace falta.
Mantener en la nevera hasta el momento de servirlo.
Se sirve en pequñenos boles de tierra o bien en tazas y se acompaña, al gusto, con daditos de pan tostado, tomate picado fino, pepino, huevo duro, cebolla, pimiento verde o rojo, etc. 

Bon profit. Buon appetito. Buen provecho.






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