domenica 10 marzo 2013

Rouen
















Estaba desayunando con la radio puesta. Eran las siete y media de la mañana de un miércoles de primeros de marzo.
Mientras tomaba con deleite una taza de té verde oí el sonido familiar del móvil.
Mi primera tostada untada con mermelada de naranja me cayó dentro de la taza.
- ¿Quién va ser tan temprano? Me pregunté.
Vi en la pantalla del teléfono un número desconocido, pero contesté, pensando que iba a ser alguien que se había equivocado.
Era una compañera de trabajo, una de las profesoras que organizaba los intercambios de estudiantes de nuestro Instituto con los de un Lyceé francés. Disculpándose por si me había despertado, con una voz muy suave me pidió si podía sacarles de un apuro:
-¿ puedes suplir a una de las la profesoras de francés que no puede ir a Rouen por un luto familiar?
No sabía muy bien los detalles del viaje, pero me comentó que salían de Firenze hacia las once de aquella misma mañana.
Le dije que me diera diez minutos para pensarmelo.

- Rouen, la ciudad de Flaubert, recordé.
Desperté a U. contándole la llamada que había recibido y  hablando con él decidí  emprender  aquel viaje, que el destino me regalaba.
Estaba tranquila mientras preparaba mi ligero equipaje. Casi me desconocía a mí misma, pues normalmente me ponía nerviosa cuando había que preparar maletas.
Tenía solo que hacer una cosa antes de salir: ir a la secretaría de la facultad de Derecho y entregar una solicitud para la tesis de mi hija que etaba estudiando en Madrid. Debía hacerlo, pues se lo había prometido.
- ¡Está lloviendo, pero que importa! Cogeré el impermeable de U. e iré en bicicleta.  Puedo terminar la maleta luego, me dije mirando por la ventana.
Llegué muy puntual, mucho antes de las nueve, pero ya se había formado una pequeña cola delante de la oficina. Gracias al hecho de que en las colas se habla con la gente desconocida y nace solidaridad, unos estudiantes muy amables consultaron a través de sus modernos aparatos electrónicos la hora de salida de mi avión para París.

- El primer aviòn que sale de Pisa es el de las 14.20.
- Gracias me habéis hecho un gran favor. ¡Ahora ya se donde estaré dentro de un par de horas! Les dije.
La ventanilla no se abría y ya eran más de las nueve.
Con amabilidad entré en la oficina y les conté la historia de mi viaje y de la prisa que tenía.
Aceptaron en seguida mi solicitud y a las nueve y media, pedaleando bajo una llovizna muy fina en la piazza Duomo, oì de nuevo el móvil. Era Valentina, la profesora con la que pasaría una semana en Francia.
Se le notaba que estaba muy contenta por mi rápida decisión, pues con una voz amable y alegre, me dijo:
- Gracias por haber salvado nuestro viaje, la cita es a las 10,30 en la estación de Santa Maria Novella.
- Muy bien, estoy volviendo a casa, solo me falta poner alguna cosa en la maleta y ya estoy lista. Llegaré puntual a la estación.
- ¡Qué locura!! Esperemos que todo salga bien, pues la agencia aún no tiene tu billete aéreo, pero no te preocupes intentaremos que todo se solucione, me dijo ella.
Terminé la maleta y saludé a mi hijo que se estaba levantando para ir al trabajo y que no entendía nada de lo que yo hacía, sin embrago, ya en la puerta despidiéndose de mí, con una voz ronca me dijo que le parecía muy bien la improvisación del viaje.
Mientras me dirigía en autobús hacia la estación me llamó la secretaria de la escuela para decirme que ya lo tenía todo arreglado y que un bedel me entregaría mis documentos de viaje antes de subir al tren.
Parecía que en aquella mañana lluviosa todas las piezas iban encajando.
Había olvidado solamente en casa el pequeño paraguas rojo, algo sin importancia a pesar de que digan que Rouen es  “le pot de la France”1, pensè cuando el tren empezaba a moverse.


Rouen
Stavo facendo colazione con la radio accesa, erano circa le sette e mezzo di un mercoledì d'inizio marzo. Al primo sorso di te verde è suonato il cellulare.
La mia  fetta biscottata con marmellata di arancia  è caduta dentro della tazza.
- Chi sarà a quest'ora? Mi sono domandata.
Ho visto sullo schermo del telefonino un numero sconosciuto, ma ho voluto rispondere lo stesso immaginando che qualcuno avesse sbagliato.
Era una mia collega, un'insegnante che organizzava gli scambi di studenti tra il nostro Istituto e un Lycée francese. Prima scusandosi dell'ora e poi un po' titubante mi mi ha chiesto:
- potresti sostituire una professoressa di francese che doveva partire oggi per Rouen, ma che a causa un lutto famigliare non può farlo.
Non conosceva i dettagli del viaggio, ma sapeva che alle undici di quella stessa mattina il gruppo di studenti doveva partire da Firenze
Le ho chiesto dieci minuti per pensarci. Dopo aver svegliato U. per farlo partecipe di questa novità ho deciso di fare quel viaggio che il destino mi regalava.
Ero calma mentre preparavo il mio esile bagaglio. Quasi non mi riconoscevo, dato che di solito nel fare le valigie sono un po' ansiosa.
Prima della partenza dovevo fare solo una cosa che avevo promesso a mia figlia che studiava a Madrid: andare nella segreteria della facoltà di giurisprudenza a portare un modulo per la sua tesi di laurea.
- Piove, ma non importa, posso prendere l'impermeabile di U. e andare in bicicletta.   Finirò la valigia dopo, mi sono detta dopo aver guardato dalla finestra.
Sono arrivata molto  prima delle nove ma si era già formata una piccola coda negli sportelli degli uffici della segreteria. Come accade spesso nelle code si parla e nasce la solidarietà, per questo due ragazzi molto gentili si sono offerti di consultare attraverso i loro apparecchi elettronici l'ora di partenza del mio aereo verso Parigi:
- il primo aereo utile in partenza da Pisa è quello delle 14.20 , mi hanno detto.
- grazie tante, mi avete fatto un gran favore, adesso so dove sarò tra un paio d'ore, gli ho detto.
Gli sportelli alle 9.10 ancora erano chiusi. Con molta gentilezza sono entrata negli uffici e ho raccontato la storia del viaggio e la fretta che avevo. Subito hanno accettato la richiesta da me offerta e sotto una pioggia molto fine mi sono incamminata verso casa.
In piazza Duomo ho sentito suonare il cellulare. Era Valentina, la professoressa di francese con cui dovevo soggiornare una settimana in Francia.
Era felice per la decisione che avevo preso e con la sua allegra voce mi ha detto:
- Grazie per averci salvato. Dobbiamo essere alla stazione di Firenze alla 10.30 perché il nostro treno per Pisa aeroporto parte alle undici.
- Benissimo sto arrivando a casa, devo finire la valigia e riparto per la stazione, le ho detto.
- Che pazzia!! Speriamo che tutto vada bene, il tuo biglietto ancora non è stato fatto, ma ci stanno lavorando.
La piccola valigia era già pronta e ho salutato mio figlio, che si era appena alzato e sembrava di non capire niente di quello che facevo, ma a un certo punto, con una voce profonda, mi ha detto che facevo molto bene a partire all'improvviso.
Mentre mi recavo in autobus alla stazione mi ha chiamato la segretaria della nostra scuola per dirmi che un bidello mi avrebbe portato il biglietto aereo alla stazione.
Sembrava che tutti i pezzi trovassero l'incastro giusto in quella mattina piovosa.
Avevo  dimenticato solamente  il piccolo ombrello rosso  in casa, niente d'importante anche se Rouen era considerata “le pot de la France”, pensavo mentre il treno cominciava a muoversi.


1La regione più piovosa della Francia

12 commenti:

  1. m'ha agrada't molt..tot tan seguit tan espontani, tan decisiu...Disfruta!!

    RispondiElimina
  2. Anonimo solo perché è più semplice, in realtà sono Antonella del corso. Mi piace, ma poi mi spieghi come hai fatto a fare la valigia in mezz'ora. Anche io "me pongo nerviosa cuando tengo que preparar maletas." Goditi il cielo del Nord, anche se piovoso è pieno di fascino.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gracias Antonella. Puse pocas cosas en la maleta porque sabia que en el hotel podria lavarlas con tus jàbones màgicos. Besitos

      Elimina
  3. Incredibile Fina! capace di "far cartella" in mezz'ora e correre a sostituire una collega in uno scambio con la Francia. Ma forse le cose migliori ci vengono quando liberiamo "l'artista" che sonnecchia in noi e, senza ansie e blocchi da paura, ci lanciamo a improvvisare le soluzioni.Brava!Hai tutta la mia ammirazione! Un abbraccio, manu

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse hai ragione Manuela, quella mattina mi sentivo un po' artista. besitos.

      Elimina
  4. Bravissima !!! hai fatto tutto quello che io non sono capace di fare ! un bacione , carla

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non esagerare, tutti ogni tanto siamo un po' pazzi!!. Besitos

      Elimina
  5. My God!! you are fantastic and saved the day for the school and your students, WELL DONE.
    irene xx

    RispondiElimina
  6. La bellezza della straordinarietà e dell'imprevedibilità di tutti i giorni della nostra vita
    Chissà quale bellezza ci può accadere in ogno momento della nostra vita
    Brava Fina
    Bacioni
    Anto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Basta saper cogliere la bellezza che la vita ci regala. Grazie Anto. Besitos

      Elimina